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Il Consorzio Agrario punta a un'agricoltura intelligente


Il Consorzio Agrario punta a un
 Coniugare la sostenibilità ambientale a quella delle imprese è possibile
Contribuire all'innovazione, incremento e miglioramento della produzione agricola, è questo l'obiettivo del Consorzio agrario di Ravenna che, da quasi 120 anni, predispone e gestisce servizi nell'interesse degli agricoltori.
Il Consorzio, con sede centrale a Cotignola, non ha mai perso di vista il proprio scopo e continua a ritenere fondamentale l'innovazione per rispondere alle sfide del futuro, in ambito agricolo.
In particolare è in prima linea nella promozione dell'agricoltura di precisione, ovvero una strategia gestionale agricola che mira “a massimizzare la produzione riducendo gli sprechi nell'utilizzo di input esterni come l'acqua, i fertilizzanti o gli agro farmaci - illustra Fabio Pelliconi, area Ricerca e sviluppo del Consorzio agrario -. Questo si ottiene aumentando l'efficienza dei mezzi tecnici impiegati, mediante un loro impiego sostenibile  che consenta, ad esempio, di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Si tratta dunque di un tipo di agricoltura che riesce a coniugare la sostenibilità economico-finanziaria delle aziende agricole con la sostenibilità ambientale”.
Concretamente il Consorzio promuove la diffusione di questa strategia gestionale tramite l'area Ricerca e sviluppo, un ramo della struttura consortile che mira al miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni agricole e, allo stesso tempo, al contenimento dei costi.
 
“All'interno dell'area Ricerca e sviluppo e tramite il centro di saggio e sperimentazione - prosegue Pelliconi - facciamo ricerca applicativa in collaborazione con l'Università di Bologna e alcuni centri di ricerca pubblici e privati, tra cui il Crea di Firenze. Inoltre, grazie ai nostri 25 tecnici, che sono costantemente a supporto dei soci e dei clienti, riusciamo a trasferire tutte le conoscenze che derivano da questa attività di ricerca”.
Un'area dell'agricoltura di precisione che attualmente sta conoscendo un forte sviluppo è sicuramente quella legata alla fertilizzazione e nutrizione delle piante. 

“Oggi è sempre più centrale - spiega Pelliconi - studiare la fertilità microbiologica ovvero individuare tutti i microrganismi naturali che possono essere d'aiuto nella coltivazione delle piante. Come Consorzio abbiamo condotto uno studio triennale, in collaborazione con il Crea di Firenze, per comprendere l'agroecosistema del pesco e dell'actinidia e in futuro ci occuperemo anche delle piante orticole come, ad esempio, il pomodoro. Questo importante studio ha portato a scoprire il rapporto esistente tra microrganismi, nutrizione delle piante e qualità del prodotto finale”.
In futuro quindi sarà possibile utilizzare questi microrganismi in integrazione ai tradizionali fertilizzanti. “Inoltre - conclude Pelliconi - i prodotti così ottenuti saranno commercializzati con un nuovo brand: ‘agricoltura simbiotica'”.

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