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Dove va il mercato dell'ortofrutta?


Dove va il mercato dell
Il direttore di Agrintesa, Cristian Moretti, racconta le ultime tendenze del mercato in vista della fiera Fruit Logistica di Berlino e di altri eventi di settore
Il Gruppo Agrintesa è presente dal 7 al 9 febbraio a Berlino, in occasione di Fruit Logistica, una delle fiere internazionali più importanti del comparto ortofrutticolo.
“Partecipiamo a questo immancabile appuntamento annuale come cooperativa, ma anche insieme alle nostre società Alegra, Valfrutta e Brio e alle compartecipate Opera e JinGold”, afferma il direttore Cristian Moretti. 

Perché è importante partecipare a eventi di questo tipo?
“Le fiere come Fruit Logistica rappresentato sicuramente una vetrina dove poter esporre i propri prodotti, ma costituiscono anche una fondamentale opportunità di confronto con tutti gli attori della filiera ortofrutticola: produttori, competitor, clienti e ricercatori. Un modo quindi per fare il punto della situazione sull'andamento del settore, venire a conoscenza delle ultime tendenze internazionali, ragionare sulle problematiche. Tutti aspetti di cui è necessario tenere conto per programmare il presente e il futuro della nostra cooperativa”.

Oltre a Fruit Logistica sarete presenti ad altri eventi fieristici?
“Parteciperemo anche a Fruit Logistica Asia, al Fruit Attraction di Madrid, ai principali eventi negli Stati Uniti e, ovviamente, al MacFrut di Cesena. Tutte occasioni che ci daranno anche la prospettiva di ciò che sta accadendo nei paesi emergenti che iniziano ad affacciarsi al mondo dell'ortofrutta e che ci permettono di comprendere e analizzare meglio i cambiamenti dei mercati e dei consumi”.

Riguardo alle ultime tendenze del mondo ortofrutticolo cosa ci può dire?
“Il grande cambiamento che questo mondo ha attraversato nell'ultimo decennio è, senza dubbio, che mentre prima i produttori immettevano nel mercato le loro produzioni e l'offerta guidava quindi i consumi, oggi la situazione è completamente inversa: sono i consumatori, con le loro scelte e preferenze, a influenzare le produzioni”. 

Quindi cosa vogliono i consumatori?
“Il consumatore oggi è attento alla qualità, non solo esteriore, ma anche organolettica. Vuole prodotti che abbiano un buon sapore, un gradevole aroma, che siano nutrienti e salutari. Ma non solo… Aspetti come sostenibilità ambientale, etica del lavoro e centralità della persona stanno prendendo sempre più piede. Ne consegue che oltre alla merce che appare bella e gustosa si sceglie anche quella che viene prodotta nel rispetto dell'ambiente e della sostenibilità. Da qui anche il successo del biologico e dell'ortofrutta prodotta con protocolli di produzione ristretti e certificati”.

Agrintesa come tiene conto di questi nuovi stili di consumo?
“In diversi modi. Per quel che concerne l'etica del lavoro siamo da tre anni una delle poche aziende del comparto ad avere l'attestazione Sa8000 che certifica chi lavora nel rispetto dei diritti umani e dei lavoratori, chi dimostra di essere contro lo sfruttamento del lavoro minorile e chi è in grado di dare garanzie di sicurezza e salubrità sul luogo di lavoro. Inoltre, attualmente stiamo lavorando sul raggiungimento di nuove certificazioni in merito ai temi della legalità e della sostenibilità ambientale”.

E per quanto riguarda le produzioni?
“Stiamo spingendo moltissimo sul biologico, l'unico segmento che presenta una crescita a doppio zero. Abbiamo investito nella formazione interna e dei soci, abbiamo approvato progetti di produzione specifici con sostegno degli aderenti e siamo strutturati per gestire volumi importanti di produzioni nei nostri stabilimenti specializzati di Gambettola e Zevio (Verona). La nostra società commerciale Brio, inoltre, è detentrice del marchio Alce Nero, tra i nomi storici e più importanti nel settore del bio”.
 

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