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Produzione in calo, attese per la campagna estiva di Agrintesa


Produzione in calo, attese per la campagna estiva di Agrintesa
 Il direttore Cristian Moretti: “Di fronte a stime non così elevate confidiamo in un mercato più favorevole”
Sebbene un clima dispettoso e imprevedibile stia mettendo a dura prova i campi di tutta Europa, Agrintesa si prepara ad affrontare il mercato estivo con moderato ottimismo: “Siamo di fronte a un'annata non di piena produzione - evidenzia il direttore Cristian Moretti -. Diversi prodotti, come albicocche, susine e pesche nettarine, rispetto allo scorso anno registrano un calo produttivo sensibile (per le nettarine si stima un 13% in meno a livello europeo e un 16 % a livello nazionale) e questo dovrebbe avere impatti positivi sul mercato”.

Torniamo indietro di qualche mese, come si è chiusa la campagna autunno-invernale?
“Quella autunno-invernale è stata una campagna sulla quale, sin dall'inizio, sono state riposte grandi attese. Attese a volte anche speculative, legate al fatto che i quantitativi di produzione europei di alcune specie, come mele e kiwi, fossero molto ridotti. Ad oggi possiamo dire che sia stata una campagna soddisfacente anche se non si sono raggiunti i picchi di quotazione attesi in raccolta”.

Come sono andate le cose sul fronte vini?
“Come previsto è stata un'annata di scarsa produzione e di conseguenza il mercato ha reagito con forti rialzi, fissando prezzi molto buoni. Va segnalato però che, da alcuni mesi, l'atteggiamento degli imbottigliatori rispetto all'approvvigionamento è piuttosto prudente, proprio a causa dei prezzi elevati. Oggi l'attenzione è tutta focalizzata su come termineranno le vendite del prodotto vecchio, soprattutto, su quali saranno le quotazioni della prossima vendemmia che si preannuncia abbondante un po' in tutta Europa”.

Veniamo ora alla campagna estiva 2018. Come sta procedendo?
“Va detto che gli ultimi anni, così come quello in corso, sono stati segnati dal manifestarsi di situazioni climatiche non ordinarie e non storiche. Le gelate di inizio primavera, il caldo del mese di aprile, le piogge frequenti con grandinate nel mese di maggio. È una situazione non ordinaria che non riguarda solo il nostro territorio ma un po' tutto l'areale frutticolo europeo. Questo, unito ad alcune problematiche sempre più diffuse delle colture, ha portato a una riduzione della produzione e a una sua difficile gestione”.

Quali problematiche?
“Faccio riferimento alla drosophila delle ciliegie, più comunemente conosciuta come moscerino asiatico della frutta, alla cimice asiatica e alla batteriosi del kiwi. Contro queste avversità i nostri produttori in campagna, con il supporto dell'Ufficio tecnico, stanno portando avanti da tempo una difficile battaglia. Contemporaneamente si sta lavorando parecchio per rispettare i capitolati, sempre più restrittivi, richiesti dalla nostra clientela. I nostri soci sono in prima linea per una difesa attenta, trasparente e rispettosa del consumatore e dell'ambiente, ma al tempo stesso devono mantenere alta la guardia per difendere le proprie produzioni da queste avversità”.

A fronte di una produzione ridotta, cosa vi aspettate dal mercato?
“La prospettiva ci dice che di fronte a stime di produzione non così elevate, soprattutto rispetto allo scorso anno, dovremmo avere un mercato più favorevole. Tra l'altro i calendari di maturazione quest'anno sono sfalsati tra le varie zone europee e gli accavallamenti dovrebbero ridursi notevolmente rispetto al 2017. A questo punto non resta che sperare che il clima si assesti perché ha una grande influenza non solo sulla qualità dei nostri prodotti ma anche sui consumi. Per quanto ci riguarda continueremo a lavorare per segmentare i canali commerciali, programmare il lavoro con la migliore clientela europea e investire, anche a livello tecnologico, per il continuo miglioramento del nostro prodotto e per ottenere i migliori risultati per i nostri soci”.

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