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Intervista a Valentino Colantuono, direttore commerciale di Cia-Conad


Intervista a Valentino Colantuono, direttore commerciale di Cia-Conad
"I consumi estivi nel settore ortofrutticolo non hanno fatto registrare variazioni di rilievo, per volume e valore di vendita. Male cocomeri e meloni"
A fronte di un leggero incremento complessivo delle vendite (a volume e a valore si avvicina all'1%) non emergono variazioni di rilievo nei consumi di ortofrutta registrati nella stagione estiva 2018. Un trend di sostanziale stabilità che mostra oscillazioni, rispetto allo stesso periodo del 2017, soprattutto sul fronte varietale.
Valentino Colantuono, direttore commerciale di Cia-Conad, racconta quali sono le preferenze dei consumatori al banco ortofrutta e si sofferma sul rapporto tra Grande distribuzione, produttori e altri dettaglianti.

In prima battuta può tracciare una panoramica delle vendite dei prodotti ortofrutticoli estivi?
“Le vendite sono andate bene nei valori, abbiamo registrato qualche difficoltà in più nei volumi. Questa difficoltà non ha riguardato però i prodotti di IV gramma, le pere estive e le pesche bianche. È andata bene anche l'apertura di campagna dell'uva e sono andate molto bene le albicocche. Qualche problema in più per le pesche gialle (nettarine in particolare) a causa dei prezzi più elevati rispetto al 2017 e alla minor disponibilità di prodotto. Devo dire che le difficoltà maggiori si sono presentate nelle vendite di meloni e cocomeri a causa dell'andamento climatico stagionale, non a causa dei prezzi”.

Come si differenzia il trend rispetto ai prodotti invernali?
“Nel complesso non ci sono sostanziali differenze: nel totale sono stati positivi i dati sia a valore che a volume”.

Quali sono le preferenze dei consumatori? C'è attenzione al prodotto italiano?
“Il cliente è molto sensibile all'origine del prodotto preferendo senza dubbio quello di origine nazionale. Si manifesta inoltre una crescente e importante attenzione nei confronti del prodotto locale e, in misura più contenuta, anche del prodotto biologico. Normalmente il cliente apprezza per la maggiore il prodotto in vendita sfusa anche se nel 2018 si sta manifestando un certo spostamento dei consumi sul prodotto confezionato, soprattutto nelle verdure”.

Da sempre i prezzi al consumo generano grandi dibattiti tra mondo produttivo e mondo distributivo…
“Credo che la leva prezzo sia importante nel settore dell'ortofrutta ma credo anche non sia l'unica leva su cui agire per generare le vendite, soprattutto se questo va a scapito della qualità. Il livello qualitativo dei prodotti in vendita è per noi molto importante e, nella definizione della proposta al cliente, la nostra azienda è molto attenta ai prodotti premium che giocano un ruolo importante. Sullo stesso livello si collocano anche i prodotti locali che qualificano la proposta commerciale e riscontrano un buon apprezzamento stimolando anche la valorizzazione delle produzioni locali.

Secondo lei cosa si può fare per aumentare la soddisfazione dei produttori?
“Dal nostro punto di vista, a maggior tutela dei produttori, ci dovrebbe essere una normativa con controlli più stringenti in ambito di vendite al dettaglio. Le catene della GD/DO sono, giustamente, molto ispezionate dagli Organismi di Controllo su origini e tracciabilità, tale zelo è fondamentale che sia esteso a tutto il dettaglio”.

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