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Intervista a Davide Vernocchi, di Apo Conerpo


Intervista a Davide Vernocchi, di Apo Conerpo
Il presidente traccia un primo bilancio sui quantitativi prodotti in campagna e parla delle priorità e criticità che interessano il mondo agricolo
Una produzione scarsa, ampiamente lontana dalle quantità raggiunte lo scorso anno, ha caratterizzato la campagna di questo 2018. Una conseguenza dell'andamento climatico che ha contraddistinto la prima fase della primavera con freddi intensi e l'incipit dell'estate con eventi climatici eccezionali, anche se ormai eccezionali sembrano non essere più.

“Il calo produttivo è stato importante soprattutto per albicocche e ciliegie, che segnano rispettivamente un -50% e un -30%. Significativa diminuzione dei volumi, con percentuali a doppia cifra, anche per le pesche e nettarine, dovuta anche alla riduzione delle superfici coltivate con queste varietà - spiega Davide Vernocchi, presidente Apo Conerpo -”.

Quali le note positive della campagna?
“Di positivo c'è che la qualità è stata e continua a essere soddisfacente e che non ci sono state sovrapposizione con i calendari di raccolta tra Nord e Sud Italia. I prezzi sono buoni, ma non esaltanti vista la scarsa produzione di prodotto. Questo vale sia per il mercato italiano che estero. In quest'ultimo, poi, le alte ed eccezionali temperature registrate nei paesi del Nord Europa hanno incentivato i consumi”.

C'è stata una forte concorrenza da parte dei produttori esteri?
“Il mercato è stato più o meno uguale per tutti. Possiamo affermare che la nostra qualità è stata premiata. Una qualità derivante dalle scelte fatte in campagna e in magazzino che hanno favorito le realtà che hanno investito in tecnologie, penso ad Agrintesa ma anche a tante piccole aziende agricole, con dei costi anche molto alti, ma che alla fine hanno fatto la differenza. Una nota particolare va a pesche e nettarine: è vero che c'è stato un calo delle superfici coltivate, ma è stato affiancato a un grosso lavoro di efficientamento degli impianti che hanno prodotto frutti più buoni e con caratteristiche apprezzate dal mercato”.

Quali criticità caratterizzano il mondo agricolo locale?
“L'aggregazione è il tema principe delle scelte che devono essere effettuate, di tutte le scelte. L'aggregazione permette di concentrare l'offerta, di essere più forti sul mercato e di poter offrire prodotti di qualità sempre maggiori e rispondenti alle richieste dei consumatori. Dico questo perché tra le criticità c'è proprio una ancora non completa unione del nostro mondo. Gli altri problemi e le sfide che ci attendono riguardano sicuramente l'efficientamento degli impianti per fare in modo che le nostre piante rischino il meno possibile di essere attaccate da malattie o parassiti. Su questo fronte, nonostante a livello fitosanitario ci siano diversi impegni, siamo ancora lontani dall'avere soluzioni soddisfacenti e il mondo dei produttori ha bisogno di risposte immediate”.

Quale deve essere il ruolo della politica?

“Il mondo agricolo ha bisogno della politica. Non chiediamo soldi, ma che il mondo politico ci accompagni nelle sfide del mercato globale e che non crei ostacoli dettati dalla troppa burocrazia”.

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