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Chiara Laghi eletta presidente di Confcooperative-cultura turismo sport


Chiara Laghi eletta presidente di Confcooperative-cultura turismo sport
La federazione regionale rappresenta 169 cooperative con 12.000 soci e 1.500 occupati
Faentina, 40 anni, Chiara Laghi è la nuova presidente di Confcooperative-Cultura Turismo Sport Emilia Romagna, nuova denominazione della Federazione regionale di settore.
Alla guida della cooperativa Cultura Popolare - specializzata in promozione e progettazione culturale, gestione di biblioteche e servizi culturali -, Chiara Laghi è anche l'ideatrice del Cultura Impresa Festival, manifestazione nazionale itinerante che promuove il ruolo dell'impresa nello sviluppo territoriale su base culturale.

L'elezione è avvenuta a Bologna il 10 aprile 2018 nel corso dell'Assemblea della Federazione, che conta 169 cooperative - attive nei settori comunicazione e informazione, spettacolo, servizi culturali e turistici, scuola, sport, turismo -, oltre 12.000 soci, 1.500 occupati e sviluppa un fatturato di 98 milioni di euro.

Ringraziando i delegati per l'elezione e il suo predecessore Lanfranco Massari, Chiara Laghi ha affermato che “nel prossimo mandato la Federazione sarà impegnata a rafforzare sempre di più i rapporti tra le cooperative associate ed a promuoverne i diversi progetti imprenditoriali”.
“Una scelta strategica – ha proseguito la neo presidente di Confcooperative-Cultura Turismo Sport Emilia Romagna - in quanto il lavoro comune e sinergico dei diversi settori può garantire uno sviluppo migliore del territorio e al tempo stesso un maggiore valore aggiunto nei confronti delle Istituzioni. Oggi cultura, turismo e sport - ha concluso - non possono più concepirsi separatamente, ma devono lavorare insieme in modo più integrato”.

Chiara Laghi subentra a Lanfranco Massari che, dopo 14 anni alla guida della Federazione regionale, ha scelto di non ricandidarsi affermando che “la democrazia richiede ricambio e alternanza”. Ricordando l'ampia attività svolta in questo periodo, Massari ha sottolineato come anche in questo settore le cooperative abbiano saputo rispondere meglio di altre forme imprenditoriali ai cambiamenti imposti dalla crisi economica che ha colpito il nostro Paese e l'Emilia Romagna negli ultimi dieci anni.

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