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A Bertinoro la XVIII edizione delle Giornate per l'Economia Civile


A Bertinoro la XVIII edizione delle Giornate per l
 Per due giorni, la cittadina romagnola si è trasformata nella capitale del Terzo settore italiano
L'impatto che la “IV Rivoluzione Industriale” avrà sul Terzo settore è il tema al centro de Le Giornate di Bertinoro per l'Economia Civile, il tradizionale appuntamento di AICCON, Centro Studi dell'Università di Bologna, che si è tenuto a Bertinoro (FC) il 12 e 13 ottobre.
Il dibattito, articolato in quattro sessioni, ha visto oltre 250 partecipanti provenienti da tutta Italia confrontarsi sul tema “La sfida etica nella IV Rivoluzione Industriale. Economia Civile, lavoro e innovazione sociale” che è il titolo della XVIII edizione che da 18 anni ospita i protagonisti del mondo accademico, dell'economia sociale e delle istituzioni insieme a una community di studenti e giovani imprenditori sociali, per riflettere e conversare sui temi dell'economia civile.

La corretta applicazione delle tecnologie convergenti affinché il lavoro possa tornare ad essere un bisogno umano fondamentale e non solo un diritto è stato il tema della Sessione di Apertura dal titolo La sfida etica e l'impatto delle tecnologie convergenti. I lavori della prima giornata sono stati aperti da Gianfranco Marzocchi, Presidente AICCON; Brenno Begani, Presidente AGCI, Roberto Pinza, Presidente Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Gabriele Fratto, Sindaco di Bertinoro.
Alla sessione, coordinata da Paolo Venturi, sono intervenuti Stefano Zamagni, Università di Bologna; Alessandro Rosina, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano; Francesco Seghezzi, Direttore Fondazione ADAPT e Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM-CISL.

Il confronto si è aperto con la relazione del prof. Stefano Zamagni, Università di Bologna che ha sollecitato “il mondo del Terzo settore a non avere timore delle nuove tecnologie perché il criterio che distinguerà l'umano dal non umano sarà sempre la categoria dell'amore in cui saremo sempre superiori alle macchine”.
Secondo Francesco Seghezzi, Direttore Fondazione ADAPT: “Non dobbiamo pensare che la IV rivoluzione industriale stia solo nell'innovazione attraverso le nuove tecnologie. Occorre affrontare il tema dell'innovazione dei modelli organizzativi valorizzando settori e lavori che creano valore sociale”.
A seguire è intervenuto Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM-CISL che ha sottolineato come “Mettere le persone al centro della IV rivoluzione industriale significa investire sulla formazione delle persone, in particolare in digitalizzazione, per risolvere il problema occupazionale. Bisogna superare la “tecnofobia” tipica del nostro Paese.” In chiusura Alessandro Rosina dell'Università Cattolica del Sacro Cuore ha evidenziato che “per vincere la sfida della tecnologia l'obiettivo è di far incontrare le nuove opportunità date dalla IV Rivoluzione industriale con le potenzialità dei giovani”.

Presentazione Istat
In chiusura della mattinata Sabrina Stoppiello, Responsabile Rilevazioni Statistiche sulle Istituzioni Non Profit Istat e Caterina Viviano, Dirigente Servizio Registri statistici sulle unità economiche Istat hanno presentato le stime aggiornate al 2016 sulla consistenza e le principali caratteristiche strutturali del settore non profit in Italia. Nel 2016 le Istituzioni Non Profit erano 343.432 e contavano (+2,1% sul 2015) e 812.706 dipendenti (+3,1% sul 2015), aumentando il loro peso rispetto alle imprese, sia in termini di istituzioni (+2,0%) che di addetti (+2,1%). Il 7,3% delle INP è nato nel biennio 2015-2016. Il 62,7% delle unità con almeno 10 dipendenti sono invece nate in anni precedenti al 2000. Tra il 2015-2016 sono le fondazioni a crescere di più (+16,4%) mentre le coop sociali mostrano un lieve calo (-3,3%). I dipendenti aumentano in misura maggiore nelle fondazioni (+10,3%) e nelle coop sociali (+3,0%), in cui si concentra il 52,7% degli addetti.
Nel biennio 2015-2016 oltre la metà dei lavoratori dipendenti si conta nell'assistenza sociale (36,4%) e della sanità (22,6%); seguono i settori dell'istruzione e ricerca (15,1%) e dello sviluppo economico e coesione sociale (11,9%). Tra i dipendenti delle INP il 71,9% sono donne, oltre il 57,3% ha un'età compresa tra i 30 e i 49 anni, il 31,0% sono laureati e l'84,5% è a tempo indeterminato. I dipendenti per i quali le INP hanno beneficiato di sgravi contributivi sono 40.436 nel 2016 (5,0%), di cui per il 70,8% dei casi si tratta di fasce socialmente deboli rispetto all'ingresso nel mercato del lavoro: detenuti, disabili e donne svantaggiate. 

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