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Confcooperative Forlì-Cesena, numeri positivi e crescita


Confcooperative Forlì-Cesena, numeri positivi e crescita
Trend in aumento per occupazione e soci, in leggera flessione il valore della produzione che supera comunque i 4.000 milioni di euro nel 2016
L'andamento che Confcooperative Forlì Cesena presenta del suo Sistema, raccogliendo dati reali dai bilanci delle cooperative aderenti, si presta a una lettura in prevalenza positiva, con dati in crescita per addetti e soci e un saldo positivo riguardo al numero di cooperative aderenti.
Gli indicatori messi a confronto riguardano come sempre i soci, gli occupati, il valore della produzione, il capitale sociale, le retribuzioni e le imposte pagate. Gli ultimi due, inseriti in anni recenti, forniscono una fotografia ancora più circostanziata del valore e del peso economico del sistema cooperativo a livello territoriale e del contributo reso al tessuto economico-sociale.
Al 31 dicembre 2016 il numero di Cooperative aderenti era di 263 unità oltre alle 5 Banche di Credito Cooperativo, quindi per un totale 268 unità con un saldo positivo di 9 rispetto al 2015. Le cooperative nate nel corso del 2016 sono state 15, un numero interessante che mostra la vitalità dello strumento cooperativo e l'importanza di continuare ad investire nella promozione cooperativa e nell'accompagnamento di coloro che intendono sperimentare questa forma d'impresa.
I settori più rappresentativi della Unione Forlì Cesena, per numero di Cooperative, sono il Sociale e i Servizi con 78 cooperative ciascuno e l'agroalimentare con 44.
Il numero dei Soci, che complessivamente sono 37.050, registra un lieve aumento (+0,64%) rispetto al 2016.
Per quanto riguarda il numero degli Occupati si nota un segno positivo con un + 4,10% passando dai 16.235 addetti del 2015 ai 16.900 del 2016. Di questi le donne in cooperazione sono 10.555 cioè il 62,46% del totale. I settori con maggiore occupazione femminile sono l'Avicunicolo con il 23,14%, il Sociale con il 18,74%, e l'Ortofrutticolo con il 13,06%. Le donne presidenti di Cooperative sono 63 e rappresentano il 23,51% del totale delle nostre Cooperative.
I settori che hanno influenzato positivamente l'andamento occupazionale sono stati quello Industriale, dei Servizi e delle Costruzioni. Sono questi i settori dove sono nati negli ultimi 2/3 anni alcuni interessanti esempi di workers buyout che hanno dimostrato particolare vivacità sul mercato contribuendo a fornire nuovi posti di lavoro. Sono piccoli numeri assoluti che insieme tuttavia forniscono risposte occupazionali interessanti.
In lieve flessione (1,06%) il Valore della produzione, che passa dai 4.080 milioni di euro nel 2015 ai 4.037 nel 2016. Si tratta di una flessione registrata principalmente dal comparto Agroalimentare e in particolare per politiche organizzative e di riordino delle linee di produzione di alcune cooperative.
Per comprendere meglio il peso ed il valore economico del sistema cooperativo di Confcooperative Forlì-Cesena abbiamo analizzato altri dati economici e finanziari e si riscontra che il Capitale sociale delle cooperative è di 98 milioni e 753 mila euro e il Patrimonio netto è di 579 milioni e 272 mila
euro, valori in aumento rispetto allo scorso anno. Si evidenzia dunque una continua crescita della
solidità delle nostre imprese.
Inoltre, le retribuzioni segnano un incremento del 5,97% con un valore di 429 milioni e 341 mila euro.Gli Oneri finanziari pagati sono in calo del 13%, segno della diminuzione generale dei tassi d'interesse e della maggiore competizione tra gli istituti di credito nella concessione di linee di credito alle imprese più meritevoli. Le Imposte pagate dalle cooperative si attestano invece su 6 milioni 217 mila euro. Infine i risultati complessivi delle Banche di Credito Cooperativo del territorio provinciale mostrano
dati in calo. Gli sportelli sono diminuiti da 82 a 78, aumentano i Soci dello 0,93 % (da 14.659 a 14.796), diminuiscono i depositi del 3,76% (da 2.958 a 2.846 milioni di euro) e diminuiscono gli impieghi del 1,55% passando da 2.840 a 2.796 milioni di euro. Questi gli effetti della crisi nel nostro territorio che, a livello bancario, si registra in questi ultimi anni, uniti ad una generale difficoltà degli istituti di credito, situazione aggravata dal fatto che il credito cooperativo per sua natura non può delocalizzare ma deve effettuare la raccolta finanziaria solo a livello locale. A questa situazione però le nostre banche stanno cercando di rispondere attraverso la riforma delle BCC.
“Sono dati che illustrano un sistema vivace, che ha resistito ad anni di crisi - dichiara il presidente di Confcooperative Fc Mauro Neri - ma volendo andare oltre i numeri credo sia da valorizzare il ruolo che questo sistema svolge da sempre sul territorio e sempre più spesso ai margini e alle periferie. Le zone marginali sono quelle che quotidianamente dalla cooperazione possono avere sostegno e vantaggi. E' il messaggio che abbiamo voluto sottolineare intitolando la nostra assemblea annuale "Le periferie al centro" . Il tema scelto - seguendo il messaggio di Papa Francesco - vuol proprio dare rilievo a quell'agire cooperativo che, quotidianamente nella nostra società, cerca di cambiare l'economia, migliorando la vita della gente e mettendo al centro la persona”.

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