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Bene la legge salva-borghi, i piccoli comuni rinascono con le cooperative di comunità


 Bene la legge salva-borghi, i piccoli comuni rinascono con le cooperative di comunità
Milza (Confcooperative ER): “Cooperative essenziali per mantenere i servizi”. Al via il 20 ottobre la quarta edizione della Scuola delle cooperative di comunità
 “L'approvazione della legge ‘salva-borghi' sui piccoli Comuni, licenziata definitivamente ieri dal Senato, rappresenta un importante passo in avanti verso la tutela delle aree interne e la salvaguardia di paesi a rischio spopolamento. In questo contesto, le cooperative di comunità possono giocare un ruolo da protagoniste nel mantenere i servizi e i presìdi e nel fornire risposte occupazionali alle popolazioni dei territori emarginati. Senza imprese che creano lavoro i piccoli Comuni non possono rinascere”.

Lo dichiara Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna, che ricorda come proprio in questa regione sia stata avviata l'esperienza della “Scuola delle cooperative di comunità”, organizzata da Confcooperative e Legacoop con il supporto della Regione Emilia-Romagna. La quarta edizione si terrà il 20 e 21 ottobre a Succiso e il 10 e 11 novembre a Cerreto Alpi, piccoli centri dell'Appennino di Reggio Emilia dove sono nate alcune cooperative di comunità; è il caso dei Briganti di Cerreto, cooperativa che svolge servizi ambientali, di cura del verde e di accoglienza turistica, e di Valle dei Cavalieri, la cooperativa di comunità del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano che si occupa di attività sportive, educazione ambientale, didattiche e gestisce ristorante, bar, agriturismo e altri servizi legati all'accoglienza turistica.
 
“Nei piccoli paesi spesso le singole attività commerciali e gli esercizi pubblici non sono più sostenibili dal punto di vista economico – continua Francesco Milza -, la loro progressiva chiusura porta così all'assenza di servizi di interesse generale, alla perdita di ricchezza del territorio e di conseguenza allo spopolamento dei centri. Lavorare per il cosiddetto ‘contro-esodo' significa quindi creare le condizioni sociali ed economiche perché le persone possano rimanere a vivere in questi borghi. Per farlo bisogna ricreare quel lavoro che rischia di scomparire, mettendo insieme le forze, in uno spirito di collaborazione e condivisione. Per questo nascono le cooperative di comunità, che vanno valorizzate e sostenute come presidio fondamentale di tutela dei territori emarginati”.
La legge ‘salva-borghi' riconosce infatti la possibilità di creare centri multifunzionali di servizi. “Questo riconoscimento è molto importante, insieme alla volontà di mantenere la presenza delle istituzioni nelle aree periferiche – conclude Francesco Milza -. Le cooperative di comunità sono per loro stessa natura multifunzionali perché distribuiscono valore e lavoro nel territorio in diversi settori produttivi e merceologici. Possono dare un contributo fondamentale alla salvaguardia dei piccoli Comuni”.

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